Storia
La storia del circuito di Monza inizia nel 1922, quando fu
concepito come Autodromo Nazionale d'Italia, e tale e' rimasto
fino ad oggi. Ironicamente, già dopo la posa della prima
pietra da parte di Vincenzo Lancia e Felice Nazzaro nel
febbraio di quell'anno, i lavori si fermarono quando il secondo giorno
gli ambientalisti protestarono contro la costruzione del circuito
intorno al parco della Villa Reale a Monza, perche' avrebbe
potuto sminuire il valore storico e paesaggistico del parco. Ottennero
in effetti poco, anche perche' lo stesso circuito che essi tanto
osteggiavano divenne più tardi un vero e proprio
monumento, sebbene di tutt'altro genere.
Ottanta anni dopo, le autorità del circuito stanno ancora
portando avanti vere battaglie legali contro gli ambientalisti locali,
intenzionati a proteggere gli alberi e gli altri aspetti del parco,
tuttavia vissuti in piena armonia con il circuito per i passati otto
decenni. Come risultato delle proteste, il progetto originale di un
doppio tracciato - un ovale ed un circuito stradale - che comprendeva14
km di strada dentro il parco, fu completamente ridisegnato e i
lavori poterono ricominciare di nuovo il 15 maggio su un
circuito veloce di 4,5 km più corto e con un progetto di
5,5 km di pista in meno. I documenti dell'epoca parlano di3.500
uomini che lavorarono alla costruzione dell'Autodromo,
utilizzando 200 vagoni, 30 camion e persino un'apposita
ferrovia perche' fosse possibile completare i lavori. Il tutto fu
finito al tempo record di 110 giorni, precisamente il 25
agosto, e il nuovo autodromo comprendeva una tribuna coperta con 3000
posti a sedereper gli spettatori e altri 1000 posti in piedi,
tutta costruita in legno. Un risultato impressionante persino per gli
standard moderni; così, il 3 settembre 1922, il primo
ministro Facta inaugura ufficialmente il nuovo circuito nel
giorno della prima corsa automobilistica, disputata sotto la pioggia.
Nel giro di sette giorni il circuito ospita altre due gare, una delle
quali su due ruote e, salvo il Gran premio del 1980 svoltosi aImola, il
circuito di Monza e' sempre stato il Gran premio ufficiale di Italia
e teatro di importanti eventi motoristici nazionali e internazionali,
inclusi il Campionato del Mondo di F1 FIA.
Il circuito di Monza e' affettuosamente diventato noto come ''il
tempio dell'automobilismo italiano'', dove i tifosi si radunano
ogni anno e dove i sostenitori del mito Ferrari sono stati
testimoni, attraverso gli anni, di grandi trionfi e grandi tragedie.
Qui hanno celebrato 13 vittorie per la loro Ferrari, di
cui 6 doppiette. Qui hanno pianto la morte di Wolfgang Von
Trips, protagonista di un incidente drammatico nel1961, in
cui la sua macchina finì tra la folla, uccidendo il pilota
stesso e 13 spettatori.
Jochen Rindte' stato l'unico
pilota a vincere un Campionato del Mondo, dopo essere rimasto
ucciso schiantando la sua Lotus nelle prove per la gara
diMonza del 1970.
Un altro pilota Lotus, Ronnie Peterson, ha perso la vita
in un incidente in cui sono rimaste coinvolte dieci macchine alla
partenza della gara nel 1978.
Dei circa 80 piloti italiani che hanno avuto
l'opportunità di concorrere per il Campionato del Mondo,
solo tre hanno vinto la loro corsa di casa. Giuseppe Farina,
che ha vinto il primo Gran premio del Mondiale nel 1950 a
Silverstone, conquistò
anche il Gran premio d'Italia nello stesso anno. Alberto
Ascari, che morì a Monza durante i test privati nel
1955, riuscì a guadagnare la vittoria per la Ferrari
nel 1951 e nel 1952, mentre Ludovico Scarfiotti ottenne
la sua sola vittoria in un Gp a Monza, sempre per la Ferrari, nel
1966.
Anche se ufficialmente svizzero, Clay Regazzoni e' stato
considerato il vincitore di casa dai tifosi ferraristi quando vinse qui
nel 1970 e nel 1975, i trionfi più memorabili
delle sue cinque vittorie in un Gp. Ogni pilota Ferrari ha
presto acquisito la cittadinanza onoraria italiana nel cuore
dei tifosi, specialmente Michael Schumacher, che ha anche vinto
tre volte con la Ferrari a Monza, così come ha conquistato i
lCampionato del Mondo per se' e la squadra tanto l'anno scorso
come quest'anno.
A parte il circuito di Indianapolis, teatro del GP degli
Stati Uniti e costruito nel1909, il tracciato di Monza e' il
più vecchio nel calendario di Formula Uno, anche se, come
Indianapolis, si e' dovuto sottoporre a numerose modifiche
attraverso gli anni. Monzaha subito 14 interventi nel corso dei
decenni, incluso l'abbandono della sua famosa sezione sopraelevata,
nel1962.
Più recentemente, molte chicane sono state aggiunte per
rallentare la velocità del tracciato su un circuito che e'
oggi 5,793 km.
Nonostante ciò, Monza rimane il tracciato più veloce del
calendario con una velocità media che sfiora i
250 km/h. Segnato nel 1993 da Damon Hill in una
Williams Renault, questo e' il record da battere quest'anno
così come il giro più veloce, messo in pericolo dai
continui sviluppi delle gomme portati avanti da Michelin e
Bridgestone.
L'assenza di chicane del precedente tracciato ha determinato alcune
gare emozionanti con gruppi di macchine tutte in lotta per la testa
della gara, e che qui potevano alternarsi in testa molte volte. Qui si
e' svolta anche la corsa più serrata, quando Peter Gethin ha
portato la sua Marlboro-BRM oltre la linea di arrivo, nella sua
unica vittoria in F1, appena un centesimo di secondo prima della
March di Ronnie Peterson, con Francois Cevert e
Mike Hailwood a loro volta entro idue decimi di secondo dal
leader, nella famosa gara del 1971 che fu anche la più veloce
nella storia della F1 con una velocità media oraria di
242.61 km/h.
Monza e' stato anche il teatro dell'unica vittoria italiana di Jody
Scheckter per la Ferrari, ma anche questa fu una vittoria
speciale perche' segnò la conquista del Mondiale da parte del
ferrarista nel 1979, l'unica volta in cui un sudafricano si
portò a casa il titolo. Questa vittoria segnò anche
l'inizio di un lungo periodo di digiuno per la squadra italiana, rotto
soltanto da Michael Schumacher 21 anni più tardi.
L'anno tragico del 1961 vide anche la vittoria di Phil Hill per
la Ferrari, che gli valse la conquista del titolo e il primato
di primo americano a conquistare il titolo di Campione del Mondo.
L'anno precedente, lo stesso Hill fu anche il primo americano a
vincere un Gran Premiovalido per il Campionato del Mondo(si
trattava delle 500 miglia di Indianapolis), quando portò
a casa alla Ferrari addirittura una tripletta, in quella che e'
stata in assoluto l'ultima gara con una macchina a motore anteriore.
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